Un modello di coltivazione sostenibile

Antiche tecniche agricole nel pieno rispetto dell’ambiente

coltivazione fico

Parte della famiglia delle Cactacee, l’Opuntia ficus-indica presenta le caratteristiche tipiche delle cosiddette piante del deserto: è una pianta succulenta che resiste alle temperature elevate delle estati lunghe e siccitose. Il fusto è composto dai cladodi, comunemente chiamati pale, che si ramificano trasformandosi in tronco man mano che la pinta cresce raggiungendo anche dimensioni ragguardevoli (3-5 metri d’altezza).

A un occhio poco esperto le pale potrebbero sembrare delle foglie. Tuttavia si tratta di veri e propri rami capaci di sopperire da soli alla fotosintesi clorofilliana ed evitare la dispersione dell’acqua tramite la respirazione. Le foglie vere e proprie sono aghiformi e sono lunghe solo qualche millimetro.

raccolta fico

Le spine sono l’attributo più caratteristico del fico d’india. Quelle che ricoprono tutto il fusto sono lunghe un paio di centimetri e sono bianche e acuminate. Un secondo tipo di spine si trova sui frutti: i cosiddetti glochidi sono spine di dimensioni millimetriche, più sottili e insidiose rispetto a quelle del fusto poiché presentano una forma uncinata e sono dotati di minuscole scaglie che si radicano facilmente nella cute. I glochidi sono molto volatili e per questo sono semplici da eliminare: una volta raccolti, i frutti passano attraverso una macchina che spazzola la buccia rendendo il frutto già pronto per essere consumato.

La coltivazione è ancora oggi molto tradizionale: sfruttando le sue capacità di pianta colonizzatrice, il fico d’india si propaga facilmente piantando le talee direttamente nel terreno e prevedendo lo spazio necessario al pieno sviluppo della pianta. Il modello di coltivazione è fondato sulla sostenibilità poiché la pianta si adatta a terreni anche poveri e sabbiosi e richiede uno scarso sforzo irriguo durante l’estate e praticamente nullo durante l’inverno. Inoltre, la coltivazione a ficodindieto ha anche ricadute positive sul territorio, poiché le radici profonde e le pale permetto di prevenire l’erosione eolica e idrica del terreno, mentre i lunghi filari di fichi d’india sono tradizionalmente utilizzati come frangifuoco contro gli incendi boschivi a protezione dei centri abitati.